Non una maison qualsiasi, ma quella e soltanto quella. Con una propria identità riconoscibile e con un proprio carattere di riferimento nel panorama della dècoration romano, francese e internazionale. La Maison. Perché chiamare per nome le cose è un atto di riconoscimento costitutivo della loro esistenza. Nel palazzo degli anni ’20 del ‘900 di Piazza Perin del Vaga si legge, nella facciata con archi e loggiati, un riferimento all’architettura minore del tardo Cinquecento. L’edificio, progettato da Tito Bruner e Mario De Renzi,  è infatti parte di un isolato urbano nello stile barocchetto romano, fondato dall’arch. Gustavo Giovannoni. Il carattere tipografico graziato Times New Roman, riproposto per “La Maison”, vuol essere un omaggio all’iscrizione recante la scritta “Istituto Case Popolari” nella facciata del palazzo, nuova sede del negozio. Il carattere bastoni Futura di “Rive Gauche” controbilancia l’affondo nelle radici con uno sguardo sulla lunga distanza. La duplicità formale del logotipo supporta una duplicità semantica: alle spalle la tradizione, nell’andare l’avant-garde. Come un neo che rende unico un viso di donna, la G di “Gauche” si lascia andare ad un vezzo grafico divenendo essa stessa ansa del fiume Tevere, sulla cui sponda sinistra si è trovato il proprio luogo a Roma.